A fine marzo vengo contattato via e-mail dal titolare della Kite Optics, la ditta che produce ottiche per l’osservazione, ditta che conosco avendo già consultato siti di birdwatching francesi, sui quali questi prodotti sono promossi sotto varie forme.
Da noi in Italia i binocoli Kite sono in effetti poco conosciuti e non mi è mai capitato di incontrare birdwatcher equipaggiati con questi strumenti.
Scopro così che Kite Optics è all’avanguardia nel settore dei binocoli stabilizzati, ovvero binocoli che, attraverso un sistema elettronico e un software dedicato, hanno una stabilizzazione dell’immagine, anche a forti ingrandimenti.
La proposta che mi viene fatta è di provare e promuovere uno di questi binocoli, proposta che accetto prontamente e con molto curiosità.
Il binocolo, un APC 12x42, mi arriva pochi giorni dopo, dentro una confezione di qualità, dotato di batterie AA e di protezione in silicone dedicata.
A inizio giugno mi viene inviato il nuovo modello, l’APC 12x42 ED, e restituisco l’altro binocolo, che sto provando in questi giorni con grande soddisfazione.
Com’è fatto l’APC 12x42
Mi soffermerò poco sulle caratteristiche costruttive, dicendo solo che le finiture sono ottime, così come i materiali, si nota una grande attenzione ai particolari e anche la meccanica è fluida e di qualità.
La forma di per sé non è così accattivante, certamente ci sono binocoli più belli, mentre la regolazione dell’interasse ottico si deve fare con le due mani, il corpo del binocolo è di per sé un monoblocco.
La messa a fuoco è anteriore, non intuitiva al primo contatto, ma poi, con l’uso, si prende l’abitudine.
Gli alloggiamenti delle 4 batterie AA sono laterali, a fianco degli obiettivi, e si accede svitando un coperchio con levetta.
Lo strumento funziona con 2 batterie e passa al secondo pacco di batterie una volta che il primo è scarico. Si devono usare batterie AA non ricaricabili.
Il modello APC 12x42 è da considerare un modello di gamma medio-alta, le ottiche sono di buon livello ma accusano un po’ di aberrazione ai lati del campo visivo.
Come si attiva la stabilizzazione?
Nell’APC 12x42 c’è una ghiera rotonda su due posizioni e un sensore di prossimità. Una volta attivata la stabilizzazione il sensore percepisce la prossimità del viso e attiva impercettibilmente la stabilizzazione. Di conseguenza quando il binocolo è al collo lo strumento è in stand-by, a tutto vantaggio del risparmio energetico.
Nel modello di punta, l’APC 12x42 ED, c’è lo stesso tipo di interruttore, ma qui si percepisce un dondolio interno quando si spegne lo strumento. In ogni caso la prontezza dei due strumenti è immediata.
Com’è fatto l’APC 12x42 ED
Molto simile al modello precedente, l’ED è più compatto e appena più leggero, anche qui le batterie sono alloggiate ai lati delle ottiche, ma in questo caso si accede tramite un coperchio che si svita con una moneta.
Nell’alloggiamento trova posto una sola batteria AAA per lato e già questo è interessante. A fianco, sotto un tappo di gomma, ci possono stare altre due batterie AAA di riserva.
Altro aspetto interessante è che le batterie AAA sono ricaricabili e sono dotate di una presa USB C incorporata! Trovo questa soluzione veramente geniale! In questo modo le batterie possono essere ricaricate tramite qualsiasi power bank, che di solito ci si porta dietro.
Come funzionano?
Iniziamo con il modello APC 12x42.
Dopo aver regolato lo strumento lo provo subito e… rimango impressionato! Provo e riprovo, confronto lo strumento con altri binocoli che posseggo, di marche ben più conosciute e di altissima qualità, come Leica e Swarovski, e inizio a comprendere cosa voglia dire “ottica stabilizzata”.
Da marzo a maggio ho avuto modo di provare questo strumento in molte situazioni, sia in campagna, che su battelli in movimento e sempre, dico sempre, ne sono rimasto esterrefatto.
L’ho testato qui da me, in Piemonte, in montagna, in pianura, in aree umide e in collina fra i boschi, ma anche sul Delta del Po, in Camargue e sulle isole mediterranee di Gozo e Malta. Insomma, in situazioni molto diverse, che mi hanno permesso di apprezzare pregi (moltissimi!) e difetti (pochi direi), di questo strumento.
Quello che colpisce di più è senz’altro l’immediatezza nel cogliere qualsiasi uccello, in volo, posato, nascosto fra il fogliame, sul filo delle onde.
Ciò che si riesce ad osservare con questo binocolo è molto di più di ciò che si riesce a cogliere con un qualsiasi binocolo tradizionale, anche con campi visivi molto più ampi e ingrandimenti minori.
In effetti la stabilizzazione riduce la sensazione di “chiusura” del campo visivo: un 12x ha senz’altro un campo visivo più ridotto rispetto a un 8x o 10x. Ma la stabilità dell’immagine permette di concentrarsi talmente sul soggetto, che l’ampiezza del campo visivo è decisamente secondaria.
E’ stupefacente come, nell’intrico dei rami di un albero, fra le foglie, si riesca a individuare l’uccello in modo così immediato e netto. Con un binocolo tradizionale in effetti il tremolio delle braccia rende l’immagine sempre instabile, anche se si usa un 8x.
Con l’APC si entra veramente in un’altra dimensione. E so quel che dico, avendo usato binocoli di molte marche e ottiche a partire dal 1986, anche e soprattutto per motivi professionali.
E che dire dei rapaci in volo o dei rondoni? Incredibile come si riesca a fissare il soggetto in una frazione di secondo e coglierne le caratteristiche principali! Ciò che prima si cercava di estrapolare fra tremolii e sfuggevolezza del soggetto, qui si riesce a percepire nettamente come se si fosse “in poltrona”!
E a grande distanza? Con l’APC 12x42 si vedono i limiti della qualità ottica, che scompaiono, come vedremo con il modello ED. A grande distanza l’aberrazione si nota e quindi la nitidezza dell’immagine ne perde un po’, considerando l’ingrandimento. Ma in ogni caso si riescono a cogliere le silhouette dei rapaci con una precisione che è impossibile con un’ottica tradizionale.
Sul Delta del Po ho avuto l’occasione di incontrare una signora che stava usando, con soddisfazione, lo stesso modello ma con ingrandimento 16x. Gentilmente mi ha permesso di provarlo e devo dire che, avendo in mano il 12x, ho notato una maggiore tendenza al dondolio e, ovviamente, un campo visivo molto ristretto, forse troppo per i miei gusti. Il 16x è senz’altro un binocolo per l’osservazione più statica, mentre io ho un tipo di BW molto dinamico, mi occorre quindi meno ingrandimento ma maggiore ampiezza di campo.
E nei confronti di un cannocchiale qual’è l’utilità di un APC 12x42? Intanto pesa di meno e si ha la visione binoculare. Se ci si spinge fino al 18X allora qui le cose certamente cambiano.
Per quanto mi riguarda, preferendo il 12x, direi che è un buon compendio al cannocchiale, che comunque permette di osservare a grande distanza con ingrandimento decisamente maggiori. Forse, se si hanno limiti di peso, occorre allora rimanere su un binocolo tradizionale che, ovviamente, pesa di meno.
E come va il modello APC 12x42 ED?
Premesso che cambia un po’ l’impugnatura e la posizione della messa a fuoco, ciò che si nota è la qualità ottica superiore, che lo avvicina a modelli al top di altre marche. L’osservazione è sempre rilassata, si possono seguire gli uccelli in volo per minuti senza stancarsi, anche se ovviamente il peso si fa sentire.
Anche a grande distanza e con scarsità di luce si ha una visione netta e si nota poco l’aberrazione ai lati. Alla Kite hanno fatto veramente un buon lavoro.
Difetti
Se devo trovare un difetto, è il peso, che si avvicina in entrambi i modelli ai 970 gr.
Non un’enormità, il mio Leica Trinovid pesa quasi un chilo e l’ho scarrozzato per decenni in montagna. Ma certo il peso al collo si sente. La maggior parte delle persone a cui l’ho fatto provare si è fermata qui: “eh però pesa”.
Ma il vantaggio che ti dà sul campo è assolutamente enorme. Ovviamente le dimensioni non sono compatte, dal momento che sono alloggiati batterie, processore e software, ma non sono nemmeno eccessive. Dipende sempre che uso se ne deve fare, forse per le gite in montagna è meglio portarsi dietro un 8x30, abbandonando i vantaggi della stabilizzazione (ma Kite produce anche un 8x32).
E quanto costano?
Appunto. Per me che sono abituato a maneggiare binocoli di alta gamma, 1200 € o 1700 € non sono cifre eccessive, dal momento che Kite offre la garanzia trentennale anche sulla stabilizzazione.
Nei binocoli ho imparato che il detto “chi più spende meno spende” è vero.
Certo, anche un binocolo da 200€ ci permette di fare osservazioni, e bene fa chi, non cogliendo le differenze ottiche, preferisce accontentarsi.
Ma la qualità ha sempre un costo e qui i nostri soldi penso siano ben spesi. Un binocolo stabilizzato ci permetterà sempre, anche con l’avanzare dell’età, di cogliere particolari che con un binocolo tradizionale sono impercettibili, a meno che ci si appoggi per bene su qualche supporto.
Conclusioni
Dopo averlo provato, abbandonerò mai la stabilizzazione ottica? Certo è difficile, soprattutto se si fa birdwatching intenso. Se invece si fa attività saltuaria e si è abituati a non soffermarsi sui particolari, allora sì, se ne potrebbe fare a meno. Rinunciando comunque a un’immediatezza eccezionale e a grandi soddisfazioni.
Qui sotto puoi leggere una breve sintesi delle caratteristiche del modello APC 12x42 ED, che trovi integralmente sul sito https://kiteoptics.com/it/apc-stabilized-42-ed-apc42ed .
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