SORDONE A CHI?


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Un grazie come sempre ai fotografi che hanno reso disponibili le loro foto: Michelangelo Giordano e Roberto Barezzani


Foto di Roberto Barezzani

 

Per noi Italiani, così poco avvezzi a osservare gli animali a distanza ravvicinata, vedere un piccolo passeriforme che zampetta a pochi metri, senza timore, è un’esperienza quasi trascendentale.

 

 

Sarà forse il frutto della nostra latina atavica fame e dell'abitudine di perseguitare ogni essere vivente che non sia ritenuto “utile”? Possibile.

 

Foto di Michelangelo Giordano

 

Eppure anche qui da noi, in Europa meridionale, è possibile vivere un’esperienza così insolita.

 

Ricordo il mio primo sordone, osservato un giorno d’inverno di parecchi anni fa in una borgata di Celle Macra, qui nelle vallate cuneesi. Ero rimasto sorpreso da questa confidenza, quasi indifferenza, nei miei confronti. Certo, era inverno ed era una giornata grigia, forse nevischiava.

 

Per il sordone doveva essere una di quelle giornate dure da superare, quindi “poche storie, oggi si cerca cibo e si riduce il consumo di energia al minimo, sperando che questo qui non mi faccia volare via.”

 

  

Foto di Michelangelo Giordano

  

Mi capitò altre volte di osservare i sordoni vicino alle abitazioni, in genere in montagna, davanti a un fienile o una stalla.

 

Era un classico, quando nevicava, vederlo arrivare alla mangiatoia posta davanti alla finestra dell’ufficio, a Entracque.

 

Mentre il pettirosso arrivava prima della nevicata, il sordone si faceva vedere solo con la neve. Sapevo anche che passava l’inverno nei pressi di alcune pareti rocciose, lì in bassa valle, ben esposte al sole e ricche di anfratti, insetti e ragni in ibernazione, semi di piante provenienti dalle praterie intorno.

 

Foto di Michelangelo Giordano


 

Silenzioso, pacato, un essere apparentemente tranquillo. Anche nei suoi colori, se vogliamo.

 

Grigio, marrone, poco bianco qui e là, un bel rosso mattone sui fianchi ma, insomma, all'insegna della sobrietà.

 

Foto di Michelangelo Giordano

 

Un animale adatto agli ambienti in cui vive: grigio, marrone e un po’ verde, ma a chiazze. E così diventa difficile scorgere un sordone nel suo ambiente prediletto: le praterie rase d’altitudine, le pietraie appena colonizzate dalle piante pioniere, i grossi sfasciumi o le falesie rocciose montane.

 

Ossia ad altitudini in media oltre i 2000 metri di quota sulle montagne europee, mentre sull'Himalaya può arrivare anche agli 8000 m.

 

E che dire delle sue abitudini coniugali? A seconda delle condizioni locali, dell'habitat e delle risorse disponibili, può essere monogamo, oppure poliginico o poliandrico. Così che l'allevamento dei pulcini può essere portato avanti da due o più genitori. Un adattamento alle difficili condizioni montane?

 

Biodiversity Heritage Libraire  - Musée Ornithologique Illustré- Flickr Creative Commons

 

Sulle Alpi e gli Appennini centro settentrionali è relativamente frequente udirne il verso, quel breve “gruip” che viene emesso sia in volo che da terra. È comunque un suono tipico che, se memorizzato, permette di individuarlo facilmente. Il canto è un trillato emesso in volo, anche questo abbastanza tipico.

 

Foto di Francesco Veronesi - Flickr Creative Commons

 

I più, in montagna, non l’avranno mai visto. Forse nemmeno udito. Eppure in ambienti sommitali, come le praterie pietrose con pochi ciuffi di graminacee e primulacee, ad esempio, è uno dei pochi uccelli presenti.

 

 

Rispetto al fringuello alpino, con il quale condivide lo stesso habitat, il sordone non pare influenzato dal tipo di rocce, nel senso che lo si trova sia si rocce cristalline o carbonatiche. Probabilmente perché durante la stagione estiva si nutre più di insetti che di semi, questi ultimi certamente più abbondanti su suoli calcarei.

 

Biodiversity Heritage Libraire  - Naumann's- Flickr Creative Commons

 

Negli stessi ambienti vive d’estate anche il codirosso spazzacamino, di cui ho parlato qui https://www.lookingaround.it/2020/05/02/spazzacamin-spazzacamin/che però al sopraggiungere della neve abbandona totalmente le alte quote, così come fa lo spioncello.

 

Paco Gomèz - Flickr Creative Commons

Già, praterie pietrose senza alberi e ripari. Come fa un piccolo passeriforme di queste dimensioni, parliamo di circa 40 grammi di peso, a superare l’inverno in alta montagna?

 

E’ sorprendente il fatto che buona parte dei sordoni non abbandoni i pendii ricoperti di neve, perché probabilmente si rifugia e cerca cibo nelle fessure fra neve e roccia e, appena le valanghe spazzano via la coltre bianca, cerca semi e bacche sulle praterie messe a nudo.

 

Foto di Paco Gomèz- Flickr Creative Commons

 

Certo,con condizioni particolarmente difficili questi uccelli scendono nei fondovalle, nei pressi di falesie esposte a Sud oppure piccoli paesi e borgate.

  

Ma sappiamo anche che una parte dei sordoni alpini migra, perché ci sono osservazioni e ricatture di giovani nati sulle Alpi e poi ricontattati in Appennino, a circa 400 km di distanza.

 

Quindi è soprattutto una specie stanziale, ma anche migratrice parziale se obbligata.

 

Aigues Mortes, 26 marzo 2016 - Foto di Looking Around

 

Conoscendo questo animale per averlo udito e osservato tante volte in occasione delle mie escursioni alpine, rimasi sorpreso, quel giorno di fine marzo del 2016, quando, dall’alto della Tour Carbonnière, alle porte di Aigues Mortes nella Camargue Gardoise, mi trovai di fronte un sordone, posato sugli spalti di arenaria a 2 metri da me e i miei compagni di viaggio. Eravamo a circa 20 metri sul livello del mare, torre compresa.

 

 

Le montagne più vicine, le Alpilles o il Luberon, a una quarantina di chilometri da noi

 

Prunella c. rufilata - Pakistan - Foto di Imran Shah - Flickr Creative Commons


 

Il nome, Prunella, pare derivi dalla corruzione del nome bruneus, ossia bruno, mentre collaris lo si deve al suo piccolo bavaglino bianco punteggiato di nero, l’unico vezzo di questo animale, sfoggiato dai soli adulti però.

Dal punto di vista sistematico, essendo una specie come abbiamo visto sedentaria, si è differenziata nel tempo in nove sottospecie riconosciute, molto simili fra loro.

 

D’altronde il suo areale seppur frammentato va dai Pirenei alla Cina, ed è sempre coincidente con gruppi montuosi, che tuttavia sono stati colonizzati (o ricolonizzati) certamente solo alla fine delle glaciazioni, non oltre ventimila anni fa.

  

Un periodo relativamente breve per evolvere specie diverse, ambienti abbastanza simili da non spingerlo a modificare i colori del piumaggio, tendenzialmente mimetico.

 

Prunella c. whymperi - India - Foto di Koshy Ksohy - Flickr Creative Commons

 

Fanno parte dei Prunellidi anche la passera scopaiola europea, Prunella modularis, di cui potrei parlare in un’altra occasione, e altre specie asiatiche, sia terricole che di arbusti, tutte molto simili.

 

Prunella atrogularis - Pakistan - Foto di Imran Shah - Flickr Creative Commons


Giugno è alle porte, momento ideale per camminare in montagna. I sordoni sono intenti a nidificare, fra poco i pulcini, nascosti in un nido costruito in una fessura fra le rocce, inizieranno a reclamare a gran voce il loro cibo.

  

I genitori dovranno essere in grado di portarli all’involo, in un ambiente che solo apparentemente è ostile, perché spoglio, ma ricco di insetti e aracnidi che sfruttano la corta stagione estiva per portare avanti le loro minuscole esistenze.

 

Saranno loro, con le loro per noi insignificanti vite, a permettere al sordone di sopravvivere. E di venirci a trovare in autunno, quando anche le pecore saranno scese a valle.


 

Per approfondire, qualche libro interessante:

 

P. Hayman, R. Hume - La Nuova Guida del Birdwatcher. Muzzio Editore 2002

 

L. Svensson - Guida degli uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente. Ricca Editore 2014

 

B. Caula, P. Beraudo, M. Pettavino. Gli uccelli delle Alpi. Blu edizioni 2009

 

B. Caula, P. Beraudo. Ornitologia Cuneese. Primalpe 2014

 

P. Brichetti - Ornitologia Italiana vol. 4. Perdisa Editore 2007

 

Canti e versi, ecco il link

 

https://www.xeno-canto.org/species/Prunella-collaris

 

Qualche video? 

 

https://www.youtube.com/watch?v=0_7ehXqXmck

 

https://www.youtube.com/watch?v=yzVBGRFZ2ws

 

 

E sulla rete cosa si può trovare?

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Prunella_collaris

 

https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k9745205x/f49.image

 


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foto Laurent Carré 2014

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Luca Francesco Maria Giraudo  - Piazza dell'Olmo 14 - 12012 Boves CN

Ornitologo - International Mountain Leader - Accompagnateur en Montagne BE France - Accompagnatore  Naturalistico Regione Piemonte - Accompagnatore Turistico - Istruttore nazionale Nordic Walking SINW

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 Ultimo aggiormento: 18 maggio 2022