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10 FOTO PER 10 DOMANDE: FRANCESCO PANUELLO


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Ciao Francesco,

come ben sai con l’avvento del digitale abbiamo visto negli ultimi vent’anni ad una vera esplosione della fotografia naturalistica, un’attività che sta coinvolgendo sempre più persone e le sta avvicinando alla scoperta della natura.

 

In tutte le attività umane ci sono persone che eccellono e anche la fotografia naturalistica non sfugge a questa regola.

Tuttavia credo che non sia tanto la qualità delle foto la cosa più importante, certo una fotografia stupenda lascia senza fiato e comunica emozioni, ma è soprattutto l'approccio alla natura che mi interessa e mi fa propendere nel seguire un fotografo piuttosto che un altro.

 

Preferisco una foto non perfetta ma “naturale” piuttosto che una foto eccezionale frutto di qualche sotterfugio.

 

In questo blog ho deciso perciò di invitare alcune persone che conosco da anni, che hanno una sensibilità e un approccio che si sposa al mio modo di vedere e vivere la natura: se possibile in punta di piedi, senza lasciare traccia e traumi, soprattutto, con un occhio alla protezione dell’ambiente.

 

Ecco perché ho chiesto a te di concedermi qualche foto, 10 per l’esattezza, e un po’ del tuo tempo per parlare di natura.

 

Dunque ti ringrazio per la disponibilità, ora partiamo, vorrei farti qualche domanda.

 

aquila reale su posatoio

 

Be’, si comincia sempre da quando uno ha iniziato, raccontami come è nata in te la passione per la fotografia.

 

 

Ciao Luca, la passione per la fotografia è nata e cresciuta nel tempo parallelamente a quella per l'osservazione della natura; sin da adolescente, ai tempi delle scuole medie, ero solito utilizzare una macchina a pellicola dei miei genitori che portavo appresso durante le giornaliere camminate nei pressi del torrente Colla distante poche centinaia di metri da casa.

 

Mi piaceva documentare sopratutto il paesaggio e il cambiamento stagionale con le piene che ne cambiavano il corso.

 

A seguire con l’acquisita mobilità autonoma ho espanso i miei orizzonti legandoli inizialmente ai ricordi delle gite in montagna, da bambino, di cui mi rimasero impresse in modo particolare le aquile così come le gite volte alla ricerca dei giovani di gipeto rilasciati nel vallone di San Giacomo di Entracque (grazie Luca per tutto il lavoro che hai fatto nel Parco).

 

Fanello e cardo spinosissimo

 

Hai scelto di dedicare questo spazio alla natura, puoi raccontarmi perché? Cosa ti attira in questo soggetto?

 

 

L'osservazione della natura caratterizza la maggior parte del mio tempo libero, il perché risiede sicuramente nel piacere di scoprire qualche aspetto nuovo legato al paesaggio nelle sue trasformazioni stagionali ed alla vita che in esso prospera adattandosi a questi cambiamenti.

 

Essendo un amatore sia nell'osservazione che nella fotografia non ho la necessità di raggiungere un determinato obiettivo a tutti i costi in un determinato tempo, questo non vuol dire che con il senno del poi probabilmente oggi avrei scelto un'altra strada di studi e professionale legata al mondo della natura.

 

 

L'osservazione unita alla fotografia mi ha permesso nel tempo di effettuare un ruolo di “denuncia” di quanto non limpido accade nel territorio come il mancato rispetto del DMV o le motoslitte in praterie alpine.

 

Cervo nobile autunno incorniciato dai gialli aghi del larice

 

Come hai realizzato queste fotografie, con quale tecnica?

  

 

Le fotografie che ho scelto di proporre richiedono sicuramente un po' di tecnica fotografica, quella con dedizione la si impara frequentando un buon corso di fotografia, nello specifico della fotografia di natura ritengo sia necessario mettere a frutto una programmazione fatta a monte documentandosi sul soggetto che si intende riprendere individuando potenziali ambienti da esplorare.

 

Sul campo un buon binocolo è il migliore amico in quanto permette di capire se e come è possibile approcciare un soggetto cercando anche la luce fotograficamente migliore ma più che altro valutando se l'approccio all'animale in questione possa evitare di arrecare stress o rischi inutili.

 

Il bosco prende vita sul far della notte lucciole

 

E quale attrezzaturahai usato e soprattutto quale strategia?

 

 

Spesso c'è il rischio di apparire come dei piccoli “Sherpa” a causa del peso di ottiche volte alla qualità rispetto alla trasportabilità apparecchiature non studiate per il trekking ma anche ostiche da maneggiare in ambienti di fondovalle.

 

Stiamo intravedendo un cambiamento quello del mondo delle mirrorless che facilita l'accesso a questa passione sia in termini di peso fisico da trasportare che economico dell'attrezzatura; personalmente utilizzo attrezzatura Nikon ma esistono ormai varie alternative al duopolio storico di cui è stata protagonista con la Canon. 

 

 Fondersi con l'ambiente può forse considerarsi la strategia migliore talvolta utilizzando elementi naturali aiutandosi magari con un telo/rete mimetica, sfruttando poi i nostri sensi: vista ma anche udito.. senza dimenticare a casa una buona dose di pazienza.

 

lupo su balza rocciosa

 

Sappiamo entrambi che la fotografia naturalistica può avere un grosso impatto sugli animali, sulle piante e sugli ambienti oggetto delle nostre attenzioni. Quali sono per te le regole etiche che è importante seguire in questa attività?

 

 

La fotografia di natura come altre attività umane si configura come un potenziale disturbo nei confronti della fauna selvatica già essa confinata in pochi e ristretti spazi sia nel fondovalle che sulle alture; ritengo fondamentale un approccio il più possibile attento sapendo rinunciare ad una foto come saper rinunciare a pubblicare e divulgare informazioni sulla localizzazione di specie sensibili mezzo social network.

 

 

Nel corso degli anni l'esperienza ed il confronto con altri appassionati verrà in consiglio perché credo nessuno possa esente da difetti e sulla base di questi occorre trarne il massimo per capire qual'è il limite da non valicare, oltre ci si può trasformare in elemento di disturbo, piuttosto che fotografo di natura.

 

Maschio di pernice bianca autunno

 

Io uso sovente il termine “cacciatori d’immagini”, secondo te cosa distingue un fotografo da un altro?

  

 

Cacciatori di immagini” è un termine che solo a leggerlo genera del fastidio ed in effetti si può fare una distinzione nel linguaggio utilizzato nel web: “bella cattura” “caccia fotografica” non sono termini che si adducono alla fotografia di natura inizierei partendo da questa base.

 

L'attività della fotografia di natura è cresciuta esponenzialmente nell'ultima decade a causa della maggior accessibilità di strumenti fotografici e di risorse fruibili su internet; dovrebbe essere un bene se pensiamo che può aiutare le persone a prendere coscienza di animali poco conosciuti, questo incremento ha però portato sul campo un relativo numero di soggetti senza etica e talvolta senza scrupoli con il solo fine di riempire album di “figurine” da cui sono seguiti comportamenti censurabili.

 

I social network parliamo ad esempio di Instagram un rullo compressore con migliaia di fotografie che ogni manciata di secondi scorrono sulla bacheca personale subito sovrastate da altre, quale significato ha il postare tante fotografie? Gli occhi di chi osserva cadranno su di essa per qualche secondo forse il tempo di un like, che messaggio potrà trasmettere quella foto a parte un po' di effimero piacere estetico? Per mantenere quei ritmi occorre nella maggioranza dei casi trasformarsi in “cacciatori di immagini” tralasciando discorsi di etica;

 

 

una conseguenza di quest'invasione di fotografie tutte perfette, scattate spesso in condizioni “agevolate” (...), è il perdere di vista qual'è lo sforzo volto ad ottenere una sola fotografia di qualità in un ambiente libero.

 

Il gipeto Paolo Peila a lungo guardiano della valle Gesso

 

La fotografia può ad esempio dare un contributo alla conservazione delle varie specie animali e vegetali?

 

 

Credo che possa esserlo sotto due punti di vista:

 

1) dare un contributo documentando una determinata specie ovvero portandola a conoscenza di altre persone che ne erano al momento allo scuro attraverso un esposizione fotografica o la condivisione e diffusione mediante un Ente di protezione o un Naturalista di professione;

 

 

2) dare un contributo attraverso il ruolo di denuncia, spesso non sarà facile far emergere il messaggio, le fotografie non saranno delle più belle ma questo è il mezzo migliore per evidenziare un sopruso ai danni dell'ambiente e della fauna magari affiancandosi ad un associazione di tutela ambientale e sfruttando questa volta si il fattore “virale” del web. 

 

Silouette di stambecco al tramonto

 

Stai lavorando a qualche progetto? Vuoi rivelarmi qualcosa?

  

 Come sai la mia passione più grande rimane è l'osservazione e fotografia dei grandi rapaci, intorno ad essa cerco di dedicare tempo ad altri limitati punti di interesse, ritengo che per poter ottenere una buona fotografia sia necessario non disperdere le forze in troppi progetti sopratutto quando il proprio tempo è limitato.

 

Fotografando lungo lo scorrere di tutte le stagioni mi rimane comunque il tempo di provare a ritrarre il lupo italico emblema del ritorno della wilderness, seppur sulle Alpi non sia un obiettivo scontato per via della morfologia del territorio e dell’elusività del soggetto.

 

Un falco lodolaio attende la schiusa serale di effimere di cui è ghiotto

 

Sicuramente hai qualche ricordo particolare a cui tieni molto, un incontro emozionante oppure un risultato fotografico a lungo cercato. Ti va di raccontarmelo?

 

 

Era il 2014 mi trovai nei pressi di una cresta con il favore dell'ombra all’interno delle nostre vallate alpine; il sole ormai alto nelle ore centrali del giorno scaldava l'aria anche alle quote più alte, sui 2550, attesi fino ad allora senza osservare nulla di particolare oltre alla routine delle prime marmotte uscite dalle tane in mezzo alla neve e corse poi verso le chiazze d'erba comparse con lo scioglimento di quei giorni.

 

D'improvviso però notai una volpe correre nella mia direzione (tra me e lei circa 100m di dislivello) subito pensai che la mia giornata fosse finita la immaginavo spaventata da un escursionista proveniente da valle ed invece mi sbagliai, nell'arco di pochi secondi stavo assistendo alla rincorsa della volpe ai danni di una di quelle marmotte avventuratesi a qualche decina di metri dall'ingresso della tana.

 

Fu una lotta, drammatica, per la sopravvivenza dell'una a favore dell’altra, seppur la marmotta sappia difendersi molto bene (ripetute osservazioni negli anni).

 

Ma non fu tutto quando improvvisamente un immaturo di aquila reale si fiondò sui due concentrati nella loro lotta, la volpe di certo sorpresa lascio la marmotta nel frattempo catturata dagli artigli dell'aquila.

 

Incredulo scattai una raffica di foto, rimaste oggi a documentare la scena, in cui l'aquila tentò di involarsi con la marmotta tra gli artigli inseguita a sua volta dalla volpe che non arresasi agli eventi. Il tentativo di involo falli e l'aquila fu così costretta ad abbandonare la marmotta ancora viva sulla neve rimanendo a guardare invano la volpe finire l'ormai esausta preda.

 

La furbizia della volpe fu a quel punto quella di occultare la carcassa scavando un piccolo buco nella neve ricoprirla ed andare a sdraiarsi al sole qualche centinaio di metri più avanti tornando probabilmente la sera a cibarsene; intanto l'aquila prese una termica rimanendo in zona per alcuni minuti ma non tentò più alcun approccio.

 

 

Negli anni ho avuto modo di incontri ravvicinati ugualmente emozionanti ma sarà per la prossima volta.

 

Aquila reale volpe e marmotta lotta per la vita

 

Pubblichi le tue fotografie su un blog, su una pagina web? E quale?

 

 

Ho disattivato circa 2 anni fa il mio account Facebook ma ho mantenuto attivo un sito personale che aggiorno quando riesco, poco :-) si trova all'indirizzo http://www.alpsnatimages.com ho anche attivo un account flickr ( https://www.flickr.com/photos/10995464@N04/ ) all'interno del quale si possono trovare altre o le medesime fotografie.

 

Grazie Francesco,

la tua sensibilità nel fotografare proviene senz'altro dal tuo intimo e in tante foto fa la differenza.

 

Certo la pazienza e perseveranza permettono di ottenere dei risultati gratificanti, come le immagini che hai voluto condividere dimostrano.

 

Ma come sa chi l'ha vissuto, essere immersi nella natura è un'esperienza veramente coinvolgente, che va ben oltre l'aspetto estetico che una foto può illustrare.  E le tue foto trasmettono soprattutto emozioni.

 

 


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aneddoto, una storia vissuta.

 

 

Mi farà piacere e sarà per me un regalo, che serberò nel bagaglio dei miei ricordi.

foto Laurent Carré 2014

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Luca Francesco Maria Giraudo  - Piazza dell'Olmo 14 - 12012 Boves CN

Ornitologo - International Mountain Leader - Accompagnateur en Montagne BE France - Accompagnatore  Naturalistico Regione Piemonte - Accompagnatore Turistico - Istruttore nazionale Nordic Walking SINW

e-mail: luca.giraudo21@gmail.com - cellulare +393336678359 -  portable +33767220496

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 Ultimo aggiormento: 21 maggio 2022