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10 FOTO PER 10 DOMANDE: Intervista a Claudio Mazzaferri


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Ciao Claudio,

come ben sai con l’avvento del digitale abbiamo visto negli ultimi vent’anni ad una vera esplosione della fotografia naturalistica, un’attività che sta coinvolgendo sempre più persone e le sta avvicinando alla scoperta della natura.

 

In tutte le attività umane ci sono persone che eccellono e anche la fotografia naturalistica non sfugge a questa regola.

Tuttavia credo che non sia tanto la qualità delle foto la cosa più importante, certo una fotografia stupenda lascia senza fiato e comunica emozioni, ma è soprattutto l'approccio alla natura che mi interessa e mi fa propendere nel seguire un fotografo piuttosto che un altro.

 

Preferisco una foto non perfetta ma “naturale” piuttosto che una foto eccezionale frutto di qualche sotterfugio.

 

In questo blog ho deciso perciò di invitare alcune persone che conosco da anni, che hanno una sensibilità e un approccio che si sposa al mio modo di vedere e vivere la natura: se possibile in punta di piedi, senza lasciare traccia e traumi, soprattutto, con un occhio alla protezione dell’ambiente.

 

Ecco perché ho chiesto a te di concedermi qualche foto, 10 per l’esattezza, e un po’ del tuo tempo per parlare di natura.

 

Dunque ti ringrazio per la disponibilità, ora partiamo, vorrei farti qualche domanda.

 

upupa in azione

 

Be’, si comincia sempre da quando uno ha iniziato, raccontami come è nata in te la passione per la fotografia.

 

 

Forse parlare di passione per la fotografia nel mio caso è improprio. Forse è più corretto parlare di passione per le osservazioni naturalistiche, che ho inconsapevolmente praticato da sempre.

 

Però solo da una decina d’anni ho potuto dedicare a questa attività tutto il mio tempo libero e contemporaneamente mi sono reso conto di avere bisogno di uno strumento che mi consentisse di identificare con certezza, magari a tavolino, facendo tutte le considerazioni del caso, ciò che sovente avevo visto solo per qualche frazione di secondo.

 

Con questa necessità ho iniziato a fare fotografie. Adesso quando mi capita di osservare animali che ho imparato a riconoscere, con la fotografia cerco di cogliere comportamenti tipici che facciano percepire le circostanze dello scatto; ma per questo ho ancora parecchia strada da fare.

 

 

ortolano in canto

 

Hai scelto di dedicare questo spazio agli ambienti naturali in genere, puoi raccontarmi perché? Cosa ti attira in questo soggetto?

 

 

Gli ambienti naturali per me hanno una enorme attrazione. Purtroppo la mia preparazione di base non mi consente di coglierne i vari aspetti in modo razionale.

 

Mi limito ad osservare ciò che è alla mia portata magari creando le condizioni per osservare ciò che normalmente non sarebbe osservabile.

 

Ad esempio in questo momento sto osservando la nidificazione di una cinciallegra tramite una webcam che visualizza l’interno di una cassetta nido.

 

La scenografia non è il massimo perché la cassetta è nel mio balcone di un condominio ma confesso che vedere la schiusa delle uova è stata un’emozione indimenticabile.

 

 

corriere piccolo

 

Come hai realizzato queste fotografie, con quale tecnica?

  

Ho imparato che per fare delle fotografie tecnicamente valide l’unica strategia che assicura risultati è quella che minimizza la distanza senza che l’animale percepisca la mia presenza.

 

Per raggiungere questo obiettivo mi adeguo al contesto; se ci sono capanni aggiungo una rete mimetica altrimenti mi porto un capanno portatile o mimetizzo l’automobile.

 

 

ci arriverò? Tarabusino in caccia

 

E quale attrezzatura usi di solito?

 

L’attrezzatura è importante ma non fondamentale per realizzare belle fotografie; per avere continuità con macchine fotografiche già in mio possesso, ho scelto corpo macchina ed obiettivi professionali Canon.

 

 

merlo dal collare

 

Sappiamo entrambi che la fotografia naturalistica può avere un grosso impatto sugli animali oggetto delle nostre attenzioni. Quali sono per te le regole etiche che è importante seguire in questa attività?

 

Questo è un argomento molto importante e difficile. L’animale non deve accorgersi della mia presenza; se ciò non è possibile cerco di fare una valutazione sbilanciata a favore dell’animale.

 

Sfortunatamente succede che senza esserne consapevoli si stia importunando una specie; per questo motivo preferisco non stazionare troppo tempo nello stesso posto.

 

l'elusiva schiribilla grigiata

 

Io uso sovente il termine “cacciatori d’immagini”, secondo te cosa distingue un fotografo da un altro?

  

La risposta è implicita in alcune riflessioni precedenti. Si potrebbe anche trovare un nuovo criterio di distinzione dalla fregola di pubblicazione delle fotografie sui Social Network.

 

 

adulto e pulli di sterna comune su piattaforma artificiale

 

La fotografia può ad esempio dare un contributo alla conservazione delle varie specie animali e vegetali?

 

 

La risposta a questa domanda è complessa. Solo la fotografia direi che non contribuisce; anzi potrebbe avere effetti contrari (punti 5 e 6). Il discorso potrebbe cambiare se parliamo di turismo naturalistico.

 

In generale la presenza di persone in un contesto naturale, ha un impatto negativo; l’effetto dipende da molteplici fattori tra cui il rispetto, l’educazione, la preparazione delle persone. Però questo discorso bisogna calarlo nella realtà.

 

Mi spiego con un esempio. Lo scorso anno sono andato in Uganda a vedere i gorilla di montagna; mi sono reso conto che il motore dell’economia di una vasta area in prossimità della foresta di Bwindi è legata a questa attività turistica.

 

Ma la conseguenza più importante è che la popolazione locale per continuare a trarne beneficio deve impegnarsi a proteggere i gorilla e conservare l’ambiente in cui vivono.

 

 

Pertanto bisognerebbe caso per caso mettere sulla bilancia vantaggi e svantaggi cercando di attribuire imparzialmente i rispettivi pesi specifici.

 

gorilla di  Montagna - Uganda

 

Stai lavorando a qualche progetto? Vuoi rivelarmi qualcosa?

 

No, al momento non sto lavorando a nessun progetto in particolare.

 

Potamon fluviatile ovvero il granchio di fiume europeo

 

Sicuramente hai qualche ricordo particolare a cui tieni molto, un incontro emozionante oppure un risultato fotografico a lungo cercato. Ti va di raccontarmelo?

 

 

Mi rimangono impressi gli incontri assolutamente inattesi. Durante un’escursione in Sicilia, lungo un corso d’acqua, per puro caso ho visto dei granchi d’acqua dolce – il Potamon fluviatile - di cui ignoravo l’esistenza.

 

Analogamente ricordo l’emozione vissuta la prima volta che ho incontrato in mare l’Aplysia dactylomela, un mollusco per me sconosciuto.

 

Quando sono riuscito ad identificarlo ho scoperto che è presente nel Mediterraneo da una quindicina d’anni. Il fatto di averlo rivisto in anni successivi con relativa facilità mi fa dedurre che, come altre specie aliene, sia invasivo; ne consegue la domanda sugli effetti che potrà avere sugli ecosistemi costieri.

 

Aplysia dactylomela, un gasteropode esotico di recente comparsa nel Mediterraneo

 

Pubblichi le tue fotografie su un blog, su una pagina web? E quale?

 

 

Alcune fotografie le ho pubblicate su Flickr ma ultimamente ne metto veramente poche; solo quanto basta per far vedere agli amici qualche scatto significativo legato ad un viaggio oppure a qualche specie particolare.

 

A questo scopo non ho ancora trovato uno strumento che soddisfi bene le mie necessità.

 

Grazie Claudio, mi ha fatto piacere ospitare la tua selezione di fotografie e condividere con te sia queste foto che molti momenti emozionanti, vissuti durante i nostri viaggi in giro per il mondo. 

Ci saranno ancora in futuro altre occasioni memorabili e sarò felice di poterle ancora condividere con te.

 

Buona fotografia e buona primavera!


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