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INTERVISTA A LELIO GIRAUDO


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Ciao Lelio,

come ben sai con l’avvento del digitale abbiamo visto negli ultimi vent’anni ad una vera esplosione della fotografia naturalistica, un’attività che sta coinvolgendo sempre più persone e le sta avvicinando alla scoperta della natura.

 

In tutte le attività umane ci sono persone che eccellono e anche la fotografia naturalistica non sfugge a questa regola.

Tuttavia credo che non sia tanto la qualità delle foto la cosa più importante, certo una fotografia stupenda lascia senza fiato e comunica emozioni, ma è soprattutto l'approccio alla natura che mi interessa e mi fa propendere nel seguire un fotografo piuttosto che un altro.

 

Preferisco una foto non perfetta ma “naturale” piuttosto che una foto eccezionale frutto di qualche sotterfugio.

 

In questo blog ho deciso perciò di invitare alcune persone che conosco da anni, che hanno una sensibilità e un approccio che si sposa al mio modo di vedere e vivere la natura: se possibile in punta di piedi, senza lasciare traccia e traumi, soprattutto, con un occhio alla protezione dell’ambiente.

 

Ecco perché ho chiesto a te di concedermi qualche foto, 10 per l’esattezza, e un po’ del tuo tempo per parlare di natura.

 

Dunque ti ringrazio per la disponibilità, ora partiamo, vorrei farti qualche domanda.

 

Barlia robertiana

 

Be’, si comincia sempre da quando uno ha iniziato, raccontami come è nata in te la passione per la fotografia.

 

La passione per la fotografia inizio' circa quarant'anni fa, con il desiderio di documentare i primi viaggi, le prime escursioni, per avere dei ricordi. la prima macchina fu una Ferrania, con custodia in cuoio, totalmente manuale, spartana, regalatami dal babbo, che era passato alla reflex. In seguito, ad ogni cambio attrezzatura, mi regalo' le sue macchine usate, e così via.

 

Con la reflex, e con la nuova passione per i fiori, incominciai a scattare foto macro, pur continuando la foto paesaggistica.

 

Dopo una pausa di qualche anno il passaggio al digitale coincise con un rinnovato interesse - a livello amatoriale-  per i fiori, per le orchidee spontanee in particolare, e per tutto ciò che è piccolo, ed un interesse sempre importante per la fotografia di paesaggio e narrativa dei miei viaggi e delle mie passeggiate nella natura.

 

Cephalantera rubra

 

Hai scelto di dedicare questo spazio alle orchidee, puoi raccontarmi perché? Cosa ti attira in questo soggetto?

 

Ho scelto di dedicare questo spazio alle orchidee spontanee, soggetti meravigliosi che ricerco ormai da tanti anni, nel poco tempo libero che riesco a dedicar loro.

 

Stranamente poco conosciute - anche se quantitativamente le fioriture sono a volte abbondanti -  la loro grande varietà di specie, da quelle appariscenti a quelle molto più modeste e poco visibili ad occhi non allenati, regala alla nostra vista uno spettacolo di colori e di forme inusuali ed assolutamente fantasiose.

 

Una immensa gioia per l'anima! Mi piace ritornare nei luoghi in cui le ho viste la prima volta e, a seconda delle annate, trovarne in quantità maggiori o minori, ma sempre con grande piacere. 

 

Aceras anthropophorum

 

Come hai realizzato queste fotografie, con quale tecnica?

  

Spesso scatto a mano libera, facilitato anche dallo schermo orientabile, ma molte volte per pigrizia.

Ovviamente, con il treppiede con asta centrale che si può orizzontalizzare, e lcon la messa a fuoco in Live view, corro meno rischi di sfocare le riprese.

 

A volte utilizzo anche un flash anulare. Posso dire che spesso mi corico per terra, se il terreno me lo permette, quindi ho la possibilità di un buon appoggio per gli arti superiori, e posso prendermi un po' di tempo per studiare l'inquadratura, lo sfondo, lo sfocato.

 

Himantoglossum adriaticum

 

E quale attrezzatura usi di solito?

 

Per quanto riguarda l'attrezzatura, partendo da un corpo macchina Canon EOS 70D, non mi separo più dall'obbiettivo Tamron 90mm f/2.8, con cui mi trovo molto bene.

 

Ohprysi nsectifera

 

Sappiamo entrambi che la fotografica naturalistica può avere un grosso impatto sui fiori oggetto delle nostre attenzioni. Quali sono per te le regole etiche che è importante seguire in questa attività?

 

La fotografia di fiori permette di avvicinarsi a pochi centimetri dal soggetto, senza il timore di spaventarli o di farli scappare.

 

Quando ci si trova nel mezzo di una fioritura abbondante faccio sempre molta attenzione a dove metto i piedi, per non rovinare i fiori vicini. A quel punto uso il treppiede o lo schermo orientabile, senza coricarmi.  

 

Neottia nidus-avis

 

Io uso sovente il termine “cacciatori d’immagini”, secondo te cosa distingue un fotografo da un altro?

  

Sono assolutamente contrario, in generale, alle fotografie a tutti i costi, per cui si corre il rischio di non rispettare il soggetto che si vuole fotografare, animale o vegetale che sia, quando non addirittura di  recargli un danno.

 

Aborrisco nella stessa misura tutti i trucchi messi in atto per "catturare" l'insetto o l'animale utilizzando trappole, o congelandolo nel freezer...

 

Detto ciò, l'uomo che fa fotografie nel pieno rispetto e nell'empatia con il soggetto che inquadra, l'uomo che è in grado di diventare ciò che osserva farà la differenza, e l'immagine che saprà produrre sarà vera, sincera, amorevole.

 

Goodyera repens

 

La fotografia può ad esempio dare un contributo alla conservazione delle varie specie animali e vegetali?

 

Certo, la fotografia può dare un grande contributo per sensibilizzare gli esseri umani sulla conoscenza, sul rispetto, sulla consapevolezza nei confronti della natura e sull'importanza di curarla, di preservarla per quanto possibile.

 

E' uno strumento efficace e diretto - l'immagine è davanti ai nostri occhi e mentre la stiamo guardando entriamo nel mondo del soggetto fotografato - per conoscere l'alterità anche nelle altre specie viventi, e per imparare a proteggerle e ad amarle.

 

Ophrys holosericea

 

Stai lavorando a qualche progetto? Vuoi rivelarmi qualcosa?

 

Negli ultimi anni, oltre alla ricerca delle orchidee, mi sono dedicato con passione quasi infantile ad osservare tutte le varie forme e disegni e colori della natura, in un fiore, in una corteccia, in un insetto, in una roccia, nel ghiaccio di una pozzanghera, nel germoglio di una pianta.

 

Mi sono divertito a scattare foto, tante, ed anche ad "azzeccarne "qualcuna, che rivedo sempre volentieri. Ecco, mi piacerebbe pubblicare una raccolta di questi piccoli sguardi sulla infinita bellezza della natura, per proporla e  condividerla con altre persone. E' un mio piccolo sogno. 

 

Cephalantera damasonium

 

Sicuramente hai qualche ricordo particolare a cui tieni molto, un incontro emozionante oppure un risultato fotografico a lungo cercato. Ti va di raccontarmelo?

 

Per finire, non ho un singolo ricordo, ma tanti momenti in cui ho provato un grande stupore di fronte ad un piccolo segno della magnificenza e della incredibile biodiversità che si può osservare in un prato o nel bosco intorno a casa.

  

Ibrido Ophrys  apifera - O. Holosericea

 

Pubblichi le tue fotografie su un blog, su una pagina web? E quale?

 

Per ora non pubblico le foto su alcun blog o sito.

 

Ti ringrazio per la tua intervista, e per la sensibilità che stimoli in chi ti legge.

 

 

Grazie Lelio, il piacere è anche mio: oltre al fatto che sei mio fratello, ho sempre apprezzato la tua passione, spinta solo dal desiderio di conoscere la natura nelle sue manifestazioni più piccole e, se vogliamo, intime, mai eclatanti e sensazionali.

 

Così come le piante, possiamo anche solo “essere”, senza per forza dover “apparire” ad ogni costo.

 

P.S. Ricorderai forse che quella Ferrania fu anche la mia prima macchina foto, quando tu passasti alla Pentax.


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