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INTERVISTA A MARISA ODETTO


Ciao Marisa,

come ben sai con l’avvento del digitale abbiamo visto negli ultimi vent’anni ad una vera esplosione della fotografia naturalistica, un’attività che sta coinvolgendo sempre più persone e le sta avvicinando alla scoperta della natura.

 

In tutte le attività umane ci sono persone che eccellono e anche la fotografia naturalistica non sfugge a questa regola.

Tuttavia credo che non sia tanto la qualità delle foto la cosa più importante, certo una fotografia stupenda lascia senza fiato e comunica emozioni, ma è soprattutto l'approccio alla natura che mi interessa e mi fa propendere nel seguire un fotografo piuttosto che un altro.

 

Preferisco una foto non perfetta ma “naturale” piuttosto che una foto eccezionale frutto di qualche sotterfugio.

 

In questo blog ho deciso perciò di invitare alcune persone che conosco da anni, che hanno una sensibilità e un approccio che si sposa al mio modo di vedere e vivere la natura: se possibile in punta di piedi, senza lasciare traccia e traumi, soprattutto, con un occhio alla protezione dell’ambiente.

 

Ecco perché ho chiesto a te di concedermi qualche foto, 10 per l’esattezza, e un po’ del tuo tempo per parlare di natura.

 

Dunque ti ringrazio per la disponibilità, ora partiamo, vorrei farti qualche domanda.

 

primo piano di gufo comune

 

Be’, si comincia sempre da quando uno ha iniziato, raccontami come è nata in te la passione per la fotografia e l'ornitologia.

 

Dicono che la curiosità è femmina e quindi, già da piccola , mi attirava molto questa scatola alla quale bisognava sempre sorridere… E poi magicamente il tuo sorriso te lo ritrovavi sulla fotografia!

 

La mia prima macchina fotografica l’ho ricevuta in regalo per la mia Prima Comunione.

 

Però comperare i rullini e far stampare le foto era un investimento!

 

Quindi mi affidavo sempre al buon cuore di Zia Tina che, oltre ad avermi comperato la macchina fotografica, mi finanziava anche rullini e sviluppo .

 

La mia prima Nikon l’ho avuta a diciannove anni, con tutti i risparmi della mia giovane vita e i primi stipendi .

 

La vera passione per la fotografia è nata andando in montagna ed era irresistibile per me non fotografare la moltitudine di colori delle farfalle e dei fiori alpini.

 

Ai miei tempi (ahimè.. é triste da ammettere…) il sistema più economico erano le diapositive , non le ho mai contate ma ne avrò sicuramente più di cinquemila.

 

Poi, in quanto nata a Ceva, non potevo non far parte del gruppo Micologico Cebano Peyronel-Rebaudengo e quindi anche grande appassionata di micologia, con relativi scatti a tutti i funghi un po’ particolari che incrociavo sul mio cammino.

  

Anche le ghiandaie marine si prendono "per i capelli"

 

Hai scelto di dedicare questo spazio soprattutto ai rapaci, puoi raccontarmi perché? Cosa ti attira in questo soggetto?

 

Facciamo un salto indietro.. neanche tanto lontano.

 

Torniamo all'aprile del 2016 quando abbiamo scoperto che alla Casa del Fiume di Cuneo veniva organizzato un corso di Ornitologia. Mio marito ed io abbiamo deciso di partecipare ed abbiamo scoperto un mondo nuovo e conosciuto te che hai saputo coinvolgerci, anche troppo !

 

Tutti e due amanti della natura, ci attirava molto vedere un bell’uccellino in volo ma la nostra conoscenza si limitava a una decina di specie.

Ci piacevano moltissimo i rapaci, da noi classificati in base alle dimensioni. Rapacini (gheppi, falchi cuculo, grillai…) e Rapacioni (aquile, poiane, bianconi.)

 

Ci siamo appassionati e anche molto ! In maggio la prima gita con te in Camargue, in compagnia di espertissimi che disquisivano sulle copritrici, i mustacchi, l’alula ,gli apici …) e noi ridevamo divertiti, sempre a livello di.. Rapacini e Rapacioni, convinti che non avremmo mai imparato a determinare nulla!

 

E poi ci siamo appassionati sempre di più: qualche libro, internet, le uscite in Italia ed in Francia con degli amici esperti… e soprattutto i miei quattro Guru, ai quali rompo le scatole a turno, con la mia solita e-mail che ha per oggetto …IGNOTO DI TURNO …

 

La mia più grande soddisfazione ora é guardare periodicamente sul computer la cartella degli IGNOTI e scoprire che questo e quello non sono più ignoti.

 

 

Mi piacciono moltissimo i rapaci in generale ma soprattutto gli Strigiformes. Rapaci notturni ma non troppo, che, per mia fortuna , si riescono a vedere anche di giorno.

 

Quelli delle nostre zone sono riuscita a fotografarli tutti, a parte l’assiolo.

 

Con lui ho un conto aperto da anni! Fa dei gran concerti notturni su un vecchio albero vicino a casa mia ma non si è mai fatto vedere… ma prima o poi lo scoverò...

 

 La civetta, pronta a farsi aggredire da un biacco pur di difendere i suoi pulli

 

E quale attrezzatura usi di solito?

 

Da sempre sono un’affezionata Nikon ed ho una Nikon D500, una Nikon D7100 e alcune ottiche sempre Nikon.

Recentemente ho acquistato l’introvabile Nikkor Sport 500 associato a un moltiplicatore di focale 1,4 e mi sembra di avere ottimi risultati (per così dire …).

 

 

Primo piano di un ibis eremita un po' spettinato

 

Come hai realizzato queste fotografie, con quale tecnica? Quali strategie usi?

  

Non ho delle particolari strategie per fare le mie foto, sono frutto delle belle passeggiate in montagna che faccio nei fine settimana e frutto dei miei giretti sul Beinale, altopiano situato vicinissimo a casa mia e ricchissimo di moltissime specie.

 

Due orette libere? Si va alla Madonnina o all’Oasi di Crava. Se ho un attimo di tempo libero ne approfitto subito, afferro la macchina fotografica e viaaa!!! 

 

Personalmente ritengo che sia più facile fotografare stando in macchina che nascondendosi con mille artefici. Gli uccelli hanno imparato che le macchine non costituiscono un pericolo, le persone sì, anche se ben occultate.

 

Ho imparato a mie spese due regole per fotografare:

 

Se le tue foto non sono buone vuole dire che non sei abbastanza vicino”

 

Un cattivo fotografo: quello non attento allo sfondo! “

 

Gru in volo sullo sfondo del Monviso

 

E giusto per contraddirmi subito sulle strategie per ottenere una foto ti svelerò un segreto … innocuo per fotografare.

 

Se si può e non si creano danni, perché non creare un perfetto set fotografico ???

La soddisfazione di fare una bella foto (se poi bella non è poco importa) è anche data dal piacere di guadagnarsela .

 

Una bella passeggiata lungo Stura alla ricerca di un bel laghetto dove possono esserci dei pesciolini.

 

Un’ altra bella passeggiata il giorno dopo e quello dopo ancora… per valutare se il posto vale l’attesa.

 

 

E poi viene il momento di creare…. e attendere

 

Si crea il posatoio, lo si mette in acqua, si monta il capanno e si aspetta...

... se si è fortunati e pazienti, prima o poi arriva!

 

Sappiamo entrambi che la fotografica naturalistica può avere un grosso impatto sugli animali o sulle piante oggetto delle nostre attenzioni. Quali sono per te le regole etiche che è importante seguire in questa attività?

 

Per me è fondamentale non dare fastidio agli animali in genere. Ho imparato che ogni specie ha una distanza di sicurezza. Se la superi l’uccellino si invola! Quindi, tanto vale rispettare le regole o non fai la foto.

 

Importantissimo soprattutto non disturbare i nostri amici pennuti mentre sono implumi. La peggior cosa è far fuggire un uccello dalle uova o dai pulcini.

 

 Un grifone che non si sa se mi sono spaventata più io di lui o viceversa…

 

Io uso sovente il termine “cacciatori d’immagini”, secondo te cosa distingue un fotografo da un altro?

  

Ti darò una risposta telegrafica, rispondendo in parte alla precedente domanda…

Mai confondere la passione con l’ossessione!

 

E l’ossessione è vicaria di cattivi sentimenti e cattive azioni..

 


La fotografia può ad esempio dare un contributo alla conservazione delle varie specie animali e vegetali?

 

Difficile rispondere a questa domanda. Sicuramente vedendo una bella foto è istintivo apprezzare la Natura.

 

Ma purtroppo chi la distrugge non guarda le foto, non si pone domande e neppure scrupoli. 

 

In più occasioni ho visto incendiare cespugli e siepi, oltretutto nel periodo riproduttivo, abbattere alberi siti di nidificazione, spargere in modo inconsulto veleni e anticrittogamici…

 

Nel nostro territorio si sta riproducendo in piccolo quanto avviene in Amazzonia ed in Australia, disboscare per produrre con il minimo costo e la massima resa!!

 

Gruppo di limicoli al Bainale - Magliano Alpi

 

Stai lavorando a qualche progetto? Vuoi rivelarmi qualcosa?

 

Sono da 38 anni una delle più anziane, (mettiamola così) guardie giurate ecologiche della Provincia di Cuneo e mi sono sempre prefissata lo scopo di tutelare il territorio e non di sanzionare.

 

A mio giudizio è molto più utile educare le persone al rispetto dell’ambiente che punire chi non lo fa.

 

 

A tal riguardo, da sempre, oltre alla vigilanza sul territorio, mi occupo di formazione nelle scuole elementari e medie, facendo delle lezioni in classe ed accompagnando i bambini nelle gite naturalistiche.

 

Un bambino che impara ad amare e rispettare l’ambiente diventa lui stesso educatore presso la propria famiglia e nella cerchia degli amici.

 


 

Sicuramente hai qualche ricordo particolare a cui tieni molto, un incontro emozionante oppure un risultato fotografico a lungo cercato. Ti va di raccontarmelo?

 

Ho sempre desiderato moltissimo incontrare la civetta nana, un batuffolino alto una spanna , tenerissima, anche se di fatto spietata cacciatrice ma vederla mi attirava moltissimo.

 

Un giorno, mentre ero alla sua ricerca, ho sentito un gran movimento di agitatissimi uccellini in allarme: cince, cinciarelle, crocieri, fiorrancini , regoli.. e poi ho sentito il suo canto. Mi sono avvicinata poco a poco, seguendo il suo richiamo e credo di aver fatto tutto il percorso in apnea, temendo che si involasse.

 

Quando l’ho vista lo spettacolo era impressionante, decine di uccellini schiamazzanti che le svolazzavano intorno per scacciarla, pronti a sacrificare se stessi per il bene degli altri.

 

E così ho imparato una cosa nuova : se ci sono tanti uccellini in allarme significa che un rapace è vicino.  Mi sono venute le lacrime tanto era bella, appoggiata su un rametto, stagliata nel cielo blu !

 

Una civetta che sembra un "avatar"

 

Pubblichi le tue fotografie su un blog, su una pagina web? E quale?

 

Non ho mai pubblicato le mie fotografie, ne “impresto” alcune agli amici che le richiedono.

 

Non amo pubblicare le foto perché, come ho detto prima, spesso per qualcuno fotografare un soggetto raro diventa una ossessione, si deve riuscire a tutti i costi…

 

E quando mi capita di fotografare una specie rara o sensibile mi diventa difficile, dietro pressanti richieste, non dire dove ho fatto una certa foto. Si passa per antipatici boriosi ed invece è solo per essere protettivi nei confronti di questi animali.

 

Grazie Marisa, mi fa piacere innanzitutto aver contribuito a far crescere la tua passione e condividere con te le preoccupazioni legate alla distruzione degli habitat agricoli, che continua imperterrita anche qui nel Cuneese.

 

Certamente avremo altre occasioni per condividere dei bei momenti immersi nella natura.

 

Una macchina foto e tanta passione, un connubio fruttuoso!

 


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Mi farà piacere e sarà per me un regalo, che serberò nel bagaglio dei miei ricordi.