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LA PRINCIPESSA CERCA MARITO

Piove, dopo un inverno avaro di precipitazioni, caldo oltre ogni anomalia, piove. L’acqua scende leggera, una pioggerella primaverile, fa freddo e la neve sta cadendo sui monti, un po’ più in alto.

 

E piove nel momento giusto sia per le piante, che attendono di poter ripartire dopo la stagione “del sonno”, sia per alcuni animali legati all’acqua, fra cui il rospo.

 

 “Bleah! il rospo, che ribrezzo che mi fa!” “Che carino, così indifeso.” “ Tsciac! Tsciac! Quante bestie stasera su questa strada!” "Attento che ti p... in faccia!"

 

 

Ecco, il rospo. E noi. Noi in alcune nostre tipiche reazioni verso il rospo, questo piccolo animale, antico, tenace, paziente, appassionato fino alla follia. 

 

Oggetto di mille favole e dicerie, ma mai apprezzato per quello che è. Un  rospo, appunto.

 


Iniziai ad appassionarmi ai rospi, e agli anfibi in generale quando ero un ragazzino. Le prime esperienze devo dire che non sono state positive, per i rospi intendo.

 

Eh, la crudeltà dei bambini è proverbiale. Serve per scoprire e comprendere ma, diciamo così, andrebbe guidata.

 

 

Riscoprii i “miei” rospi da giovane: insieme alla mia allora morosa, oggi mia moglie, andavo a cercarli alla “Reggia”, in quel di Boves.

  

Qui, decenni fa, si utilizzava il suolo argilloso per produrre mattoni, poi cotti nella fornace annessa.

 

Qui lavorava, come segretario, mio nonno, dove abitava con la sua famiglia. E' per questo che già nel 1946 mia madre, bambina, andava a visitare i rospi antenati.

 

L’attività di estrazione lasciò infine un bacino profondo alcuni metri, l’acqua e l'argilla fecero il resto.

  

Più recentemente andai molte volte con i miei due figli, perché potessero appassionarsi alle piccole cose che la natura ci sa offrire.

 

 

 


Ancora adesso ogni primavera lo scavo si allaga e diventa un’irresistibile attrazione per migliaia di rospi. 

 

 

Una migrazione silenziosa, ignota ai più, ignorata da molti che, in auto, uccidono senza darsi pena questi animali che, nella loro lunga storia evolutiva, non hanno ancora imparato a difendersi dai nostri “cavalli di ferro”.

 

E dalla nostra indifferenza.

 

 

Una migrazione antica, là dove un corso d’acqua lento, una vasca, una palude, hanno da sempre costituito un luogo ideale dove incontrarsi, accoppiarsi e deporre le uova.

 

Un’orgia colossale, dove i maschi, molto più numerosi, si scalciano nel contendersi una femmina, bontà sua grande più del doppio dei contendenti.

 

Se le va bene, uno solo le resterà avvinghiato per diverse ore, stimolando la deposizione, che avviene in acqua, e fecondando le migliaia di uova che la madre partorisce in lunghi cordoni gelatinosi.

 

 

La sera, per chi ha orecchio sensibile, si sente il timido “groc” dei maschi, i primi arrivano in febbraio, poi a marzo è tutto un brulicare di corpi beige-grigi screziati di verde o marrone, che cercano di raggiungere l’obiettivo per cui sono lì. Perpetuare la specie.

 

Ritorneranno dopo qualche settimana nei boschi, nei giardini, a nascondersi di giorno e a uscire la notte a caccia di insetti e piccoli vertebrati. Ognuno nel suo piccolo territorio.

  


 

A me fanno tenerezza i rospi. Sì, perché sono miti ma coraggiosi, paiono non avere paura di combattere se vengono minacciati.

 

Sono talmente ancestrali che non sembrano avere emozioni. Noi non le possiamo percepire, è vero, talmente diversi siamo da loro.

 

Ma è da loro, dagli anfibi, che discendiamo. E’ a loro che dobbiamo la nostra presenza sulla terraferma.

 

 

E dunque vi racconterò perché sono così speciali, ma non adesso. Adesso è l’ora di lasciarli tranquilli alle loro faccende amorose.

 


Approfondimenti

 

Se vuoi approfondire l’argomento dal punto di vista, potremmo dire antropologico, ecco due racconti:

 

https://www.andersenstories.com/it/andersen_fiabe/il_rospo

 

http://www.crapula.it/il-rospo/

 

 

 

Oppure posso consigliarti due libri molto interessanti:

 

Gli anfibi e i rettili delle Alpi. S. Bovero, L. Canalis, S. Crosetto. - Blu Edizioni. 2013

 

Bestie, bestiette e bestias. F. Del piano, F. Giuliano. Valados Usitanos. 2002

 

 

Per intenditori e veri appassionati

 

Erpetologia del Piemonte e della Valle d’Aosta – Atlante degli Anfibi e dei Rettili. F. Andreone, R. Sindaco. Monografie XXVI - MRSN Torino. 1998

 

Anfibi e Rettili- Benedetto Lanza. CNR AQ/1/205. 1983

 

 

 

Qualche video? Eccone uno

 

https://www.youtube.com/watch?v=hE2Okyi4MMs

 

 

E sulla rete cosa si può trovare, nelle varie lingue?

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Bufo_bufo

 

https://www.wildlifetrusts.org/wildlife-explorer/amphibians/common-toad

 

 

https://www.jardiner-autrement.fr/fiches-techniques/le-crapaud-commun/


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foto Laurent Carré 2014

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 Ultimo aggiormento: 18 maggio 2022