BIRDWATCHING NEL DELTA DEL PO

Dall'8 all'11 dicembre 2016

Foto di Luca

Al termine dei suoi 650 chilometri il Po, o come la chiama Paolo Rumiz, "la Po", si getta nell'Adriatico, dopo esser rotolato giù dalle pendici del Monviso e aver attraversato una delle pianure più industrializzate del pianeta, formata dai suoi stessi sedimenti e da quelli dei suoi affluenti.

Foto di Mario Fornasari

Qui, nel delta, crea delle condizioni di vita assolutamente particolari, adatte sia alla vita di piante e animali, in gran numero presenti nelle sue acque e sulle sue rive, sia a molte attività dell'uomo, che non sempre riesce, per fortuna, a dominarlo.

Foto di Luca

Al pari di altre importanti aree deltizie europee, il Delta, almeno in parte, è tutelato da un'area protetta, che limita, per quanto possibile, le trasformazioni indotte dalle attività antropiche.

Ma anche al di fuori delle aree protette, il Delta rappresenta per l'avifauna un ambiente assolutamente unico, privilegiato, insostituibile.

Foto di Luca

Foto di Mario Fornasari

Ed è nel Delta del Po che andremo, dall'8 all'11 dicembre prossimi, alla scoperta di angoli d'Italia spettacolari, di una ricchezza esilarante e abitati da moltissime specie di uccelli, sia sedentarie che, in questo periodo, svernanti.


IL REPORT

Il nostro viaggio inizia una bella mattina di fine autunno. Lungo la strada il gruppo si affiata, Biancamaria, Marisa, Mauro e poi Luigi, Caterina e Claudio, a Brescia passiamo a prendere Roberto e infine a Rosolina troveremo Laurenzia.

 

Il sole sarà nostro compagno di viaggio fino a Verona, quando poi, complice una persistente coltre di nebbia, ci inoltreremo nel mondo dei grigi, delle sfumature, delle attese e delle visioni inaspettate.  L'alta pressione sull'Europa ci accompagnerà per tutto il viaggio.

Un buona pranzo insieme a Menotti ci ristora, prima di uscire nell'aria fredda della foce del Po. Ci dirigiamo verso Valle Scanarello prima dell'imbrunire, in attesa di osservare i marangoni minori arrivare al dormitorio. Arriveranno a decine, sbucando a poche decine di metri sopra le nostre teste. Suoni e rumori di altri uccelli sci accompagnano fra la nebbia fitta, la visibilità è ridotta, ma i paesaggi sono suggestivi, senza dubbio.

L'indomani il panorama non muta, ci dirigiamo verso Gorino, cn una tappa al bosco di Santa Giustina, dove faremo una piacevole camminata. Nei campi intorno... nebbia.

L'escursione in barca nella Sacca di Goro è stata molto interessante e suggestiva, la nostra guida conosceva bene la zona e si è destreggiata egregiamente pur con la visibilità talvolta a poche decine di metri.

Avocette, marangoni minori, piovanelli pancianera, chiurli, anatidi, svassi piccoli, gabbiani comparivano qua è là fra la nebbia, l'impressione che fossimo attorniati da una moltitudine di uccelli era palpabile.

Per chiudere la giornata in bellezza abbiamo visitato la stupenda abazia di Pomposa, immersa nella nebbia, fra luci e ombre veramente affascinanti.

Il sabato, con lo stesso panorama, ci dirigiamo verso Scardovari, dove faremo una breve escursione sulla spiaggia della Barricata, fra miriadi di conchiglie, granchi, tronchi e... una pecora spiaggiata. L'alluvione del Piemonte di fine novembre è appena passata da qui, senza però creare danni.

Intorno svassi piccoli, alzavole, gabbiani. Molti suoni di uccelli, il mare calmo, il grigio della nebbia che sfuma tutto.

A seguire un'altra breve escursione nella Sacca del Canarin dove possiamo osservare per bene un beccamoschino fra i cespugli, pranzo al sacco nel panoramico ristorante a palafitta.

Fine giornata a Ca' Mello, una delle rare oasi attrezzate con camminamenti e capanni. Emozionante l'incontro con alcuni pendolini, tre ibisi sacri, molti pettirossi svernanti fra le canne.

La domenica ci dirigiamo verso Chioggia. La nebbia non ci molla, ma in città abbiamo qualche occasione di osservare ben cinque specie di gabbiani e poi marangone dal ciuffo. Una confidente garzetta si fa immortalare a lungo, mentre pesca vicino a noi.

Nella zona del porto scorgiamo due gabbiani corallini e un adulto di gabbiano reale nordico, non una rarità ma pur sempre una specie insolita per noi.

Il rientro ci porta via il pomeriggio intero, la nebbia si dissolverà solamente alle porte di Torino.

Un viaggio dai colori sfumati, insolito certamente, così come pare sia ormai insolita la persistenza della nebbia per più giorni. Ma si sa, la natura non segue per forza i nostri ritmi, non rispetta le vacanze nè i sabati e domeniche.

 

Sta a noi sapersi adattare e, facendo talvolta di necessità virtù, saper apprezzare anche queste condizioni meteorologiche particolari, che certamente non ci permettono di godere appieno dei panorami, ma che sono senz'altro caratteristiche di certe aree geografiche.

 

D'altronde il Delta del Po è l'area più importante in Italia per lo svernamento di molti anatidi che solo d'inverno possono essere osservati.

 

Per godere appieno di questo territorio ci torneremo prossimamente.


Per informazioni e contatti: lucagira64@gmail.com