CAMARGUE, CRAU E ALPILLES - DAL 7 AL 10 MAGGIO 2015

La Camargue è una terra che ha affascinato chiunque l'abbia vissuta almeno una volta, sopratutto al di fuori della stagione turistica.

 

Sole, vento, panorami senza limiti, animali e sopratutto uccelli. Moltitudini di uccelli. E suoni, canti, ronzii. E colori, mare, terra, acqua, salicornie e tamerici.

Certo, anche i cavalli bianchi e i tori neri. Ci ricordano che è una terra in qualche modo modificata dall'uomo, ma in equilibrio instabile. Una natura mai domata perchè selvaggia.

 

Una terra da visitare mille e ancora mille volte. Perchè la Camargue ha sempre qualcosa di sorprendente da offrirci.

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N.B. Le foto sono di proprietà degli autori che gentilmente le hanno concesse. Dove non diversamente indicato sono state scattate da me.

Dal 7 al 10 maggio si è svolto il viaggio in Crau, Camargue e Alpilles, organizzato in collaborazione con la Tortuga Viaggi. Abbiamo fatto base a Les Saintes Maries de la Mer, la capitale della Camargue.

La chiesa fortificata, foto Fabio Peirano

Ricostruzione del faro della Gacholle

Giovedì 7 si parte alle 6.30 da Savigliano. Dopo un viaggio rilassante arriviamo alle 13.30 a Saint Martin de Crau, dove facciamo un  salto all'ecomuseo per ritirare l'autorizzazione.

Pranziamo sulle rive dell'etang des Aulnes, dove si sente cantare il cannareccione e osserviamo numerosi maschi di Orthetrum cancellatum.

Orthetrum cancellatum, maschio. Etang des Aulnes

Nel primo pomeriggio ci trasferiamo a Peau de Meau, il cuore della Crau.
Fa abbastanza caldo, ma le osservazioni si susseguono interessanti: canapino in canto, un'albanella minore, poi due cicogne lontane, nibbi bruni ovunque, un biancone in caccia, alcuni strillozzi.

Strillozzo, foto Fabio Peirano

Di rilevante ovviamente la presenza dei grillai, in volo o posati sui piccoli rilievi di questa terra piatta, in mezzo a capre e pecore al pascolo.
Fra la moltitudine di pietre rotonde riusciamo a scorgere un culbianco e 2 occhioni che osserviamo con calma.

Occhioni, foto Fabio Peirano

Ovile/osservatorio di Peau de Meau

Osserviamo anche due individui di Timon lepidus  fra le crepe di una tubazione irrigua e alcune Calopteryx virgo presso il canale al bordo della Crau.

Timon lepidus, foto Claudio Mazzaferri

Calopteryx virgo, foto di Cinzia Pepino

Gli aironi guardabuoi, le garzette e l'airone rosso volano nelle aree periferiche, verso le aree umide del Viguerait e i canali ai margini della steppa.

Non osserveremo la gallina prataiola e la grandule, ma per motivi logistici non possiamo fermarci fino al tramonto. Un ragazzo Svizzero ci dice che è lì da ieri, ma non è riuscito a vederle. Sarà per la prossima volta.

Venerdì 8 uscita mattutina con vento e nuvole sparse alla diga di Les Saintes Maries de la Mer.
Molte le specie, in particolare cappellaccia in canto, fraticelli a go-go, avocetta, volpoca, beccapesci, beccamoschino.

Etang de Vaccarès

Birdwatching al Vaccarès, foto Fabio Peirano

Amazzone sulla spiaggia della diga, Les Saintes Maries de la Mer

Fraticello, foto Fabio Peirano

Fenicotteri, foto Fabio Peirano

Pomeriggio di sole al parco ornitologico di Pont de Gau, dove gli ardeidi in garzaia quasi si toccano con mano. Bellissimi i pulli di garzetta e airone guardabuoi osservabili a 50 metri.

Adulto e pulli di airone guardabuoi

Ardeidi e fenicotteri a Pont de Gau

Airone cenerino in abito, foto Fabio Peirano

E naturalmente i fenicotteri, dei quali leggiamo alcuni anelli, tutti gialli. Interessante la colonia di sterna comune e gabbiano comune che nidificano in mezzo allo stagno "turistisco".
Nell'etang des Gines alcune coppie di fistione turco e nelle risaie a bordo strada, verso Arles, numerosi mignattai e guardabuoi.

Guardabuoi con rana verde, foto Fabio Peirano

Fine pomeriggio al Fangassier, 15.000 fenicotteri in volo o in nidificazione, voli serali in controluce di fronte al sole calante. Momenti magici della natura.

L'isola dei fenicotteri e l'osservatorio de La Tour du Valat, foto Fabio Peirano

Tramonto al Fangassier, foto Fabio Peirano

Fenicotteri in volo verso i nidi, al tramonto, Etang de Fangassier

Osservati anche alcuni maschi di sterpazzola di Sardegna e poi i fratini in corteggiamento.
Nel Vaccares presenti anche alcuni svassi piccoli in abito.

Tramonto camarguese

Sabato visita mattutina a la Capeliére, dove osserviamo airone rosso e nitticora, sentiamo la cannaiola in canto e vediamo tre Emys orbicularis.

Emys orbicularis, foto Claudio Mazzaferri

Il centro de La Capeliére

Canneto a La Capeliére

Airone rosso, foto Fabio Peirano

Salicornia e graminacee, La Capeliére

Tragopogon porrifolius, foto Fabio Peirano

Ophrys sp., foto Claudio Mazzaferri

Breve sosta all'etang des Grenoiullettes, con falco di palude e gabbianello, lodolaio e sparviere.

Pomeriggio alla Palissade, dove ci godiamo la colonia di gabbiani rosei mista a sterne comuni.

Colonia di gabbiani rosei e sterne comuni, La Palissade

Gabbiano roseo inanellato in Camargue, foto Fabio Peirano

Osserviamo anche un bellissimo maschio di Crocothemis erythraea.

Maschio di Crocothemis erythraea, foto di Luigi Bertero

Paludi di acqua dolce con tamerici, La Palissade

Cavalli camarguesi e garzetta, La Palissade

Breve tappa alle saline de Giraud, dove osserviamo una bella sterna maggiore, vicino alla strada.
In questo periodo è da evitare la Plage de Piemanson, invasa da camper e turisti, kite surf e musica "a palla".

Domenica partenza per les Alpilles, dove non veniamo delusi: capovaccaio e aquila del Bonelli si fanno osservare per bene, in mezzo a pecchiaioli in migrazione e gheppi e bianconi in caccia. Di contorno cincia dal ciuffo, rampichino, zigolo nero e rondone maggiore.

Capovaccaio, foto Fabio Peirano

Interessante l'incontro con una Scolopendra cingulata di circa 10 centimetri, un chilopode frequente nel sottobosco di pino marittimo.

In tutto 88 specie di uccelli, non moltissime, ma vissute con grande interesse e soddisfazione. Certamente quest'area della Provenza non delude mai nessuno, sia chi torna per l'ennesima volta, sia chi non c'è mai stato.

Grazie alla partecipazione di Beatrice, Caterina, Cinzia, Claudio, Fabio C., Fabio P., Giuseppe (l'autista), Luigi, Onorato, Natale, Marina, Marinella e Paola, il viaggio è stato un'esperienza molto interessante e gratificante; un bel gruppo di persone, appassionate, disponibili e rilassate.

 

Per le specie non viste e per quelle che vorremmo rivedere, ci saranno certamente altre occasioni.


Ai fotografi che hanno concesso i loro scatti vanno i miei ringraziamenti.

Qui sotto foto di Fabio Peirano

Qui sotto foto di Claudio Mazzaferri

Qui sotto foto di Cinzia Pepino

Qui sotto foto di Natale Mantegazza

Qui sotto foto di Luigi Bertero